È la noia, bellezza.

In una prefazione ormai divenuta famosa (quella alla raccolta di racconti A volte ritornano), Stephen King parla della paura e di quali siano le caratteristiche di una storia horror. Si tratta di un trattato vero e proprio, semplice come è nello stile del Re, breve, ma profondamente vero. Dopo aver descritto quali siano gli elementi che fanno un racconto dell’orrore, King dice:

ma sono fermamente convinto che debba fare anche un’altra cosa che è al di sopra di tutte: deve narrare una favola che tenga il lettore o l’ascoltatore affascinato, almeno per un poco, perduto in un mondo che mai fu, mai potrebbe essere. Per tutta la mia vita di scrittore ho sempre sostenuto che, nella narrativa, la storia domini qualsiasi altro aspetto dell’arte dello scrivere; caratterizzazione, tema, atmosfera, nessuna di queste cose ha importanza se la storia è noiosa.

Ora, non voglio attirarmi le antipatie di scrittori italiani facendo un elenco dei romanzi fantasy del Belpaese che non mi hanno annoiato. Forse qualcuno rimarrà stupito dalla mia lista, ma prendetela per quel che è: una lista di pareri personali del sottoscritto.
La noia è faccenda molto personale, sebbene si possano mettere in campo alcuni stratagemmi per evitarla il più possibile. Tuttavia, credo che se un autore si appassiona alla stesura della propria creatura senza mentire a se stesso, ha buone probabilità di riuscire a entrare anche nell’animo del lettore.
Via con l’elenco!

– Estasia, Danny Martine e la corona incantata, di F. Falconi.
– Prodigium, I figli degli elementi, di F. Falconi.
– Trilogia di Lothar Basler, La lama del dolore, di M. Davide.
– Trilogia di Lothar Basler, Il sangue della terra, di M. Davide.
– Il segreto dell’alchimista, di A. Romagnoli.
– I signori delle colline, di A. Romagnoli.
– Valaeria, di F. Angelinelli.
– Cronache del Mondo Emerso, 1° – 2° e 3° volume, di L. Troisi.
– I dannati di Malva, di L. Troisi.
– Arthur e lo Stregone Nero, di C. Tassitano.
– Polvere d’argento, di A. Dell’Amico.
– Il segreto di Krune, di M. Giannone.
– Il libraio di Kolos, di L. Larpi.
– Amazon, di G. Zuddas.
– Il fuoco della Fenice, di L. Azzolini.
– La danza degli insetti, di M. Murgia.
– Il signore del canto, di A. Franco.
– Archetipi, di AA. VV.
– La guerra della falce, Vol. 1°, di Aislinn.
– Il professor Scelestus, di C. Pierangelini.
– Black Angel, di P. Boni.

Alcune considerazioni:
1) fate attenzione, la lista riguarda i romanzi che non mi hanno annoiato, non quelli che considero scritti meglio degli altri;
2) in fin dei conti, condivido appieno l’idea che sia preferibile il romanzo piacevole da leggere, che quello noioso ma impeccabile formalmente;
3) la lista è ricca di titoli. Perfino io pensavo peggio. E invece mi ritrovo a stupirmi di quanti titoli italiani siano, in fin dei conti, meno noiosi di molti titoli stranieri, pur famosi! Forse stupirebbe di più la lista dei titoli che trovo noiosi.

Ora torno nel sottoscala e attendo nel buio i prossimi romanzi.